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22 January 2014 @ 12:11 am
[fanfiction] Second Sight  
Titolo: Second Sight
Autore: vavvy91
Fandom: Sherlock BBC
Rating: R
Paring: Sheriarty (Sherlock/Moriarty) e Johnlock (Sherlock/John)
Avvisi: Slash, drunk Sherlock, drugs, angst, song fic, what if
Riassunto: E se la sera dell'addio al celibato di John non fosse stata interrotta dall'arrivo della cliente? E se le cose gli fossero sfuggite di mano anche prima?
Disclaimer: I personaggi non sono miei (purtroppo -.-) e nella serie non hanno fatto niente di tutto ciò. Almeno per ora.
Note: Partecipa al COWT4 per la GREEN ARMY! Prompt: Threesome. Song fic basata su Second Sight dei Placebo. Si può ascoltare qua: http://www.youtube.com/watch?v=rHzPHq6PKeA

Second Sight

Sherlock deve ammettere che le cose gli sono sfuggite leggermente di mano.

John deve aver fatto scivolare qualcosa nella sua beuta di birra. Ma è già troppo ubriaco per riconoscerne il sapore.

Forse... Cenere? Conosce bene la cenere. Quattrocentoventitré tipi di cenere. Erano proprio quattrocentoventitré? Oh, al diavolo.

Non sa esattamente come al sedile del taxi si siano sostituite le scale del loro appartamento, tutto è sfocato e stranamente interessante. E' una bella sensazione. Gli spigoli dei gradini in mezzo alle costole, oh si. E John contro la sua schiena. La sua voce impastata sembra avere una strana musicalità. Forse è per questo che i mobili stanno danzando, si, deve essere per questo. E' una bella sensazione.

Allunga la mano destra alle sue spalle, per accertarsi che l'amico non sia fatto di gelatina. Finisce casualmente contro il suo interno coscia, sente sotto le dita la stoffa ruvida dei jeans. E' una bella sensazione. Muove la mano.

Sherlock, che cavolo-”

Si gira e si trova col naso premuto contro la sua guancia. Punge un po'. Anche quella è una bella sensazione.

Non sa neanche come all'improvviso si ritrovi seduto sulla sua poltrona, con un post-it attaccato in fronte. E' un po' fastidioso ma John è davanti a lui ha le guance rosse e le membra molli, si accartoccia e poi si distende ed è infinitamente divertente e tenero assistere a questo processo.

Sono una verdura?”

Ah ah ah, lo sei John. A volte sei testardo come un broccolo. Altre idiota come una zucchina. E una testa di cavolo. Altre una patata dolce, duro da crudo ma morbido e dolce da cotto...

Tu o... il...”

Ridete e la sua risata è croccante come una carota. E' anche arancione. E profuma di torta alle carote e mandorle. E' una bella risata.

Le domande continuano. Le risposte le seguono ed è strabiliante come qualsiasi cosa gli giunga alle orecchie sembri non avere il minimo senso logico.

John sta cadendo dalla poltrona, si è sporto troppo. Si aggrappa al suo ginocchio. Il suo tocco è di un verde brillante e trema. O è la sua gamba che trema? Troppo difficile da definire, assolutamente.

Le sue labbra sono insolitamente rosse e sembrano succose come un pomodoro. Sono buoni i pomodori. Sono freschi e saporiti, alcuni dolci altri più acerbi. Chissà com'erano i pomodori di John...

Quindi sono umano, non alto quanto crede la gente, sono, ehm, gentile, intelligente, importante per qualcuno ma tendo a prendere tutti nel modo sbagliato... Oh capito!”

Ridacchia. Oh si, ha capito. Nella sua mente si forma un immagine, in mezzo a onde che turbinano e foglie di lattuga ripiegate a barchetta. Ha gli occhi neri e un discreto gusto nel vestire, una fama internazionale nel campo del... mh... crimine? Non è alto quanto il suo ego, non gli piace sporcarsi le mani perché è abbastanza intelligente da convincere altri a farlo per lui. E'... gentile, quando vuole e a modo suo. Un modo vagamente malato, ma nessuno è perfetto. E' importante per qualcuno? Beh, per lui, tanto per iniziare. E tende ad uccidere le persone, quindi, uhm, è prenderle nel modo sbagliato, no?

Sono... Sono l'attuale re d'Inghilterra?”

John ride ancora e sembra un piccolo ravanello. Tutto rosso. Gli piacciono i ravanelli. Sono piccanti.

Lo sai che non abbiamo un re in Inghilterra, vero?”

Non lo abbiamo? Cioè, non è Jim?”

John adesso è immobile, serio come una melanzana e i suoi occhi sono interrogativi come due gambi di sedano storti.

Sherlock non capisce cos'ha detto di sbagliato. “Non è Jim Moriarty, il re d'Inghilterra?” ripete.

Non quello ufficiale.” La sua voce adesso è affilata come uno spicchio d'aglio. Non è più buona.

Beh ma ha una corona!” Sherlock ride perché è così ovvio! Ma John resta serio e la sensazione di ottundimento non è più piacevole come prima.

Era una battuta John!”

Non fa ridere.”

Yes I know you're the jealous type
'Cause I'm cursed with second sight
So...

John non dice nient'altro e si alza. Vorrebbe essere risoluto ma barcolla e quasi inciampa nei piedi di Sherlock, al quale scappa una risata. Molto fuori luogo. John esce e non chiude nemmeno la porta.

Walk away to save your face
You never were a genius
Walk away to save your face
You let it come between us

All'improvviso è proprio una brutta sensazione, quella che prova. La stanza è troppo stretta e le pareti lo stanno schiacciando. La poltrona è troppo morbida e lo sta risucchiando. Si alza di scatto. Su quella di John c'è una sagoma nera e triste.

Ricordati Sherlock, dice a se stesso, non ubriacarti mai più. Ma la voce che sente nella testa non è la sua, è acuta e cantilenante.

Sherlock prende il telefono e ci mette decisamente troppo tempo a trovare il nome che cerca, ma le lettere sono diventate numeri e i numeri simboli e insomma, ci mette il tempo che ci vuole. Finalmente preme l'icona Chiama.

Hi!”

Puoi venirmi a prendere? Sono ubriaco e ho appena saputo che non sei il re d'Inghilterra. Come è potuto succedere?”

Ti mando un taxi, dolcezza.” Jim riattacca. C'era compatimento nella sua voce? O erano margherite? Oh cielo, troppo difficile da definire.

Giusto il tempo di arrivare alla porta che il taxi è già fermo ad aspettarlo. E' stato un viaggio faticoso, pieno di insidie: sedie da scansare, porte da oltrepassare. Tutto molto impegnativo quando non si hanno i piedi.

Sale sul taxi e dopo quelli che sembrano decine d'anni sente delle braccia afferrarlo da sotto le ascelle e tirarlo fuori a fatica dall'auto.

Ad un certo punto si ritrova seduto su un letto, e non ha idea di come ci sia arrivato, o di come abbia fatto il re d'Inghilterra a trascinarlo fin là, visto che non è né alto né forte quanto il suo ego.

C'è una luce fredda nella stanza, asettica.

Cos'è questa luce? Sembra un obitorio. Mi piace!” dice, ma dalla bocca gli escono farfalle. Le guarda stregato.

Moriarty si china, fino ad arrivare con il volto esattamente di fronte al suo.

Sherlock, tu non hai solo bevuto.”

No... Ho bevuto la cenere. John mi ha messo la cenere nella birra.” Questa cosa è molto triste. Gli occhi gli si bagnano tutti. “Non so neanche che tipo delle quattrocentoventitré ceneri era.” Le lacrime gli rigano il volto. “Avrei potuto aggiornare il mio sito con il sapore della cenere e invece... Ma sta piovendo qui dentro!” Le lacrime gli sono cadute sulle mani. “Da dove viene tutta quest'acqua? Questo posto è peggio di Baker Street.”

Jim non può fare altro che mettersi a ridere. Tutto ciò è estremamente divertente.

Ti sei fatto un acido prima di uscire, vero?

Nooo, ho spedito con Mery le partecipazioni al matrimonio...” E' una cosa molto triste, il matrimonio. Piove più forte. “Sono stato bravo sai? Ho fatto gli origami e ho leccato tutti i francobolli.”

Erano i francobolli che ti ho dato io?”

Si, ho per sbaglio usato quelli.” gli strizza l'occhio, “E credo di averne anche mangiato qualcuno.”

Questo spiega molte cose.”

Mi dispiace di essere così... Così... Idiota! E' orribile! E così che si sentono le persone normali?”

Non ne ho idea, tesoro. Ma questo gioco sta iniziando a stancarmi. Sta diventando noioso.” Jim gli assesta uno schiaffo in pieno viso. La sua mano è piccola ma fa straordinariamente male. Sherlock si porta una mano alla guancia colpita, stupefatto. E' calda e pulsante. Non è una bella sensazione.

Ho intenzione di colpirti finché non sarai uscito da questo stato di autocommiserazione.” Jim solleva di nuovo la mano, “Ti conviene farlo alla svelta.”

Sherlock vede la mano arrivare come se si muovesse a rallentatore. Nonostante tutto non ha la prontezza di scansarsi. Si infrange sul suo viso come un'onda sugli scogli.

Ouch! Sei cattivo!”

Se volevi le carezze dovevi rimanere con Johnnyboy.”

Quell'idiota. Mi ha piantato in asso nel bel mezzo del suo addio al celibato.”

Cosa gli hai detto?”

Niente di particolare.”

Sa che sei qui?”

Assolutamente no.” Tutte queste domande gli stanno facendo girare la testa.

Perché se n'è andato?”

Ho detto qualcosa a proposito del re d'Inghilterra che l'ha fatto incazzare.”

Le labbra di Jim si piegano in un sorriso perfido. “E' geloso di un uomo morto. Così ridicolamente divertente!” Si sporge in avanti e lambisce le labbra di Sherlock con la lingua. “Invita anche lui la prossima volta.”

Il consulente detective aggrotta le sopracciglia. Quelle parole lo offendono.

Yes it's just the second night
But I would break backsides for you
Yes I know you're the jealous type
'Cause I'm cursed with second sight
So...

Non ti piace l'idea?” Jim gli posa le mani sulle spalle e lo costringe a muoversi verso il centro del letto, “Vuoi Johnnyboy tutto per te?” e si siede a cavalcioni sulle sue cosce.

Vuole assaggiarli da solo, i pomodori di John. Non condividerli con nessuno. Ma anche l'idea che John assaggi quelli di Jim non è per niente piacevole. Gli fa salire la bile su per la gola.

Afferra Jim per la maglietta e lo tira verso di sé. Prende male le misure perché praticamente si schianta contro le sue labbra socchiuse. Non sono pomodori, per niente. Sono ciliegie, lucide rosse e buone da morire. Ma se ti fai prendere e non stai attento puoi farti male con il nocciolo. Mordono, graffiano, succhiano. Hanno il sapore metallico del sangue. Velenose ciliegie di sangue. Una tira l'altra proprio come quelle normali.

I rami del ciliegio sono tiepidi e lisci. Toccano il suo viso e si infilano sotto i suoi vestiti. Sono invadenti e si attorcigliano attorno al petto e alla schiena. Stringono così forte che gli risulta difficile respirare. Le foglie gli graffiano profondamente la pelle e poi lo liberano dai vestiti con uno strattone.

I rami sono corti e sembrano mani, si posano sul suo petto e lo spingono giù, su un materasso d'erba fresca. Jim ondeggia contro il suo inguine, corteccia contro corteccia, e Sherlock desidera che entrambi gli alberi si spoglino subito, quell'attrito lo sta facendo diventare matto.

L'albero si avvicina al suo orecchio, distendendosi su di lui. Il suo respiro è caldo e la sua voce è spaventosa. “Ti succhierò via la sbronza fino all'ultima goccia.”

Le ciliegie lo baciano ancora e le sue membra vanno a fuoco. L'adrenalina lo aiuta a vedere le cose un po' più chiaramente, facendogli identificare ciò che ha di fronte come una figura diabolica, vagamente umana.

Jim si puntella sulle ginocchia e, mentre con le mani slaccia impaziente i suoi pantaloni, traccia con la lingua una scia bagnata che parte dalle labbra e arriva all'elastico degli slip. Li sfila con i denti.

Il suo membro è completamente eretto, l'aria fredda della stanza è un sollievo che dura poco contro la sua pelle arroventata, perché subito due labbra lo avvolgono e una bocca bollente lo inghiotte. Come ha promesso Jim lo succhia con tutta forza che ha in corpo, la sua testa si muove su e giù rapidamente, fino ad immergersi tra le peluria scura del suo pube.

Sherlock stringe il lenzuolo tra le mani e inarca la schiena mentre incontrollabili versi gutturali abbandonano la sua gola. Lo farà impazzire, fa sempre così. Lo porta fino al limite e poi... Si annoia.

Jim scende dal letto e lo guarda. Sherlock sudato e insoddisfatto è una delle immagini che ama più al mondo, a pari merito con l'espressione che hanno di solito le persone prima di esalare l'ultimo respiro: impotenza, terrore. Così eccitante.

Quei pensieri gliel'hanno fatto venire più di duro di quanto già non fosse. Si sfila i jeans e li allontana con un calcio. Non porta niente sotto.

Afferra i pantaloni di Sherlock, che erano ancora arrotolati attorno alle sue ginocchia, e glieli toglie con uno strattone.

Torna sul letto guardandolo come un predatore guarda la più indifesa delle prede.

Girati.”

Sherlock ubbidisce. E' una posizione assurdamente scomoda per la sua erezione, ma non si lamenta. Non avrebbe senso.

Moriarty appoggia le mani sulle sue natiche e le stringe. Poi inizia a colpirle, finché non sono ricoperte di segni rossi e viola. E poi continua ancora. Ogni schiaffo lo fa sussultare. Muove il bacino contro le lenzuola alla ricerca di un po' di sollievo. Le sculacciate non gli permettono di trovarlo. E' sopraffatto da quello che sta provando. Sebbene il trip si sia concluso, l'alcool è ancora nel suo sistema e gli sta facendo godere della situazione più di quanto avrebbe fatto da sobrio.

Sei un bambino cattivo, Sherlock.” Cantilena Jim alle sue spalle, “E adesso verrai punito.”

Jim gli divarica le gambe e vi ci sistema in mezzo. Separa con un gesto deciso le sue natiche tormentate e lo penetra senza alcun tipo di preparazione, Sherlock soffoca un grido di dolore contro il materasso. Moriarty poggia le mani ai lati del suo volto e inizia a spingere. Più il ritmo aumenta più i gemiti si fanno rumorosi. Il rumore dei testicoli di Jim che sbattono contro il suo sedere è una delle cose più oscenamente sensuali che abbia mai sentito. Sarebbe già venuto da un pezzo se non avesse bevuto così tanto.

Non sa per quanto va avanti così, il piacere lo inonda ad ogni spinta, troppo per desiderare che smetta, non abbastanza da impedirgli di implorare che non smetta mai.

Poi Jim aumenta la velocità dei colpi e si aggrappa ai suoi capelli, obbligandolo a inarcare dolorosamente la schiena.

Lo obbliga in quella posizione per qualche ultima spinta, profonda e decisa, poi gli tira con forza i capelli e gli morde con irruenza la spalla mentre viene dentro di lui.

Jim si lascia andare contro la sua schiena, e ricadono entrambi sul materasso con un tonfo. Restano così per qualche minuto, a riprendere fiato.

Poi Jim scivola fuori da lui, si alza senza dire una parola e sparisce in bagno.

Sherlock è frastornato, il sedere gli duole terribilmente e così il pene, ancora eretto. Sa benissimo che Moriarty non farà niente in proposito.

Si mette a sedere sul letto gemendo di dolore e frustrazione, ben consapevole che quest'ultima è colpa di tutto l'alcool che ha bevuto.

Recupera i suoi vestiti sparsi in giro e si riveste, cercando di fare attenzione alla spalla e ai glutei doloranti.

Sta cercando una scarpa finita chissà dove quando Jim esce dal bagno, bagnato e completamente nudo.

Adesso te ne devi andare, sexy.”

Occhieggia il rigonfiamento all'interno dei suoi pantaloni.

Mi dispiace per quello.” Dice con una smorfia di soddisfazione che contraddice le sue parole. “Vai a farti perdonare da Johnnyboy. Io sto aspettando Sebastian.”

Sherlock non vorrebbe arrabbiarsi, è proprio l'ultima cosa che vorrebbe. Eppure varca la porta con i pugni talmente stretti, nelle tasche del cappotto, da farsi sanguinare i palmi delle mani.

Walk away to save your face
You never were an actor
Walk away to save your face
Here comes the morning after


Yes I know you're the jealous type
'Cause I'm cursed with second sight
So...

Walk away

Il cellulare inizia a suonare appena mette piede sul taxi.

In nome di John risplende sullo schermo.

Pronto?”

Quando sono tornato a casa ho trovato Mary chiusa nell'armadio. Blaterava che non era riuscita a schiacciare tutti i draghi con la padella. Credo che qualcuno l'abbia drogata.”

Saranno state le damigelle.”

Ah ah. Divertente.”

...”

Scusami per prima.”
“...”

Non avrei dovuto reagire così. Ho esagerato.”

...”

Mi è presa la sbronza permalosa.”

Esiste una cosa del genere?”

A te è presa quella del simpaticone e marpione, quindi non dovresti giudicare.”

Può darsi.”

Le persone parlano Sherlock... E io mi sto per sposare. E' ora di far finire questi pettegolezzi.”

Certo. Vieni a casa stanotte?”

Beh... Dovrei controllare Mary, si è appena addormentata e... Ok. Parto adesso.”

I'm cursed with the second sight so...