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12 January 2014 @ 10:39 am
[fanfiction] In a Funk  
Titolo: In a Funk
Autore: vavvy91
Fandom: Sherlock BBC
Rating: R
Paring: Sheriarty (Sherlock/Moriarty)
Avvisi: Slash, drugs, angst, song fic
Disclaimer: I personaggi non sono miei (purtroppo -.-) e nella serie non hanno fatto niente di tutto ciò. Almeno per ora.
Note: Partecipa al COWT4 per la GREEN ARMY! Prompt: Terra Incognita. Song fic basata su In a Funk dei Placebo. Si può ascoltare qua: http://www.youtube.com/watch?v=vsroMlWdQh8


In a Funk

L'aria è sorprendentemente fredda contro il suo viso.

John ha scelto un luogo piuttosto isolato per il ricevimento, quindi ha camminato a lungo, prima di incontrare una strada trafficata.

Fa un gesto ad un taxi non troppo distante, che dopo poco gli si ferma accanto.

Apre lo sportello e si abbandona sul sedile posteriore.

Baker Street 211B, per favore.”

Nessuno risponde da dietro il separé, ma l'auto parte subito.

E' stanco, e per quanto gli pesi ammettere di provare una qualsiasi emozione umana, triste.

Perché non importa cosa dica John, il matrimonio cambia tutto, gliel'ha detto praticamente chiunque, quindi figuriamoci un figlio, e non c'è promessa che regga contro l'evidenza dei fatti.

Sherlock estrae dalla tasca del cappotto un piccolo astuccio in pelle.

Scioglie i lacci e ne srotola i lembi. Prende una piccola ampolla e ne fa cadere parte del contenuto sulla superficie rigida dell'astuccio. Divide con un cartoncino la polvere bianca in quattro strisce tutte uguali. Tira fuori da una tasca dell'astuccio una banconota già arrotolata da venti sterline, se la porta alla narice e tira.

Abbandona la testa contro il sedile, mentre sente l'effetto della droga avvolgerlo come un abbraccio. Le pupille dilatate, il cuore che pompa più forte, il sangue che sembra schiantarsi contro le vene mentre la tristezza di poco prima perde rapidamente consistenza. Una familiare e attesa sensazione di sicurezza, eccitazione ed euforia lo pervadono.

Una volta arrivato a casa, condurrà esperimenti geniali per tutta la notte...

All'improvviso il separé si abbassa, lentamente.

Sherlock si affretta istintivamente a nascondere quello che ha in grembo, con movimenti scoordinati e mani tremanti.

Sei tornato alle vecchie abitudini?”

Sherlock sobbalza, il cuore quasi gli esplode nel petto, le tempie gli pulsano, non sa se per l'effetto della cocaina o per quello della voce che ha appena parlato. Una voce che non sentiva da più di due anni, e che non credeva di sentire ancora, almeno in questa vita.

Mano, bocca, sparo, cemento, sangue. Non ha senso. Mano, bocca, sparo, cemento, sangue. Non ha senso quello che vede riflesso nello specchietto retrovisore. Mano, bocca, sparo, cemento, sangue. Eppure è lì, due smaniosi occhi neri, denti bianchi, labbra piegate in un sorriso beffardo.

Già. Sono proprio io, in carne ed ossa.” Moriarty ride, e il suono rimbalza per tutto l'abitacolo, assordante.

Dimmi, dolcezza, ti sono mancato?”

L'urgenza di fare qualcosa gli scuote tutto il corpo, gli spasmi partono dalla punta dei piedi e terminano in gola, dove si trasformano in una risata grottesca. “Mentirei se dicessi di no.”

Restano a fissarsi attraverso lo specchietto per un tempo che sembra infinito.

Dove stiamo andando?” Sherlock si agita sul sedile, incapace di stare fermo. Questa proprio non se l'aspettava.

Vuoi che ti mostri il mio nascondiglio preferito?”

Con piacere”

Quando il taxi si ferma davanti all'ingresso del Ritz hotel, Sherlock non può fare a meno di ridere ancora.

Call me anticipation, call me out of line
But I've got a hotel reservation in the name of 'Valentine'

Ed è veramente strano e destabilizzante, perché fin dalla prima volta che l'ha visto, Moriarty ha fatto di tutto eccetto farlo ridere, eppure, quella sera, quello sembra il suo unico scopo.

Jim lo conduce in silenzio, ma con un'insopportabile espressione divertita, fino all'ultimo piano dell'hotel.

Mi stai prendendo in giro?”

Dove mai avrebbe potuto nascondersi Jim Moriarty? Il più ricercato genio del crimine di tutto il mondo, erroneamente creduto morto?

Affatto!”

Ovviamente nella suite più costosa e sfarzosa del migliore albergo di Londra, la Royal Suite del Ritz. L'unico luogo così banale, sfacciato e imprudente che nessuno aveva mai per davvero preso in considerazione di cerarlo lì.

Il suo sguardo irrequieto schizza da una parte all'altra della stanza più assurdamente lussuosa che abbia mai visto.

Degna di un re.” Si limita a constatare.

E tesoro, dovresti proprio vedermi con una corona. La tengo in camera da letto.” C'è qualcosa di inquietante e affascinante insieme, nel suo sorriso.

Accomodati pure dove preferisci.” Moriarty allarga le braccia, indicando tutto ciò che ha attorno – marmo, damasco, oro -, “Cosa bevi?”

Sherlock sceglie una poltrona di velluto rosso, rifinita in legno e intarsiata d'oro.

Nulla, grazie.” Scalpitava ancora per la dose di prima, non era il caso di annaffiarla con dell'alcool. Soprattutto non in compagnia della sua nemesi.

Mi deludi, Sherlock Holmes.” cantilena, piegando la testa da un lato, e guardandolo fisso.

443,7 millilitri di birra, allora.”

Ah!” strilla, “Non sei noioso Sherlock Holmes! Non sei noioso!” Guarda soddisfatto nel frigobar, “Mi dispiace, non ho quello che chiedi. Vodka o Rum?”

Vodka”

Beenee” scandisce. Ne prepara due bicchieri di cristallo, con ghiaccio e una fetta di lime. Gliene porge uno, poi si siede sul divano di fronte a lui.

Ci preferivi un bulbo oculare dentro, vero? Scusami, ma qui il servizio non è all'altezza delle mie aspettative.”

A Sherlock va quasi di traverso un'abbondante sorsata di vodka liscia, a sentire quelle parole, ma riesce a dissimulare efficacemente. “Va bene anche così, grazie.”

Alloooooora...”

Allora...”

Moriarty muove in circolo il bicchiere, facendo tintinnare il ghiaccio contro la superficie di cristallo.

Come hai f-”

Fatto?” lo interrompe. “Se ti facessi la stessa domanda, risponderesti sinceramente?”

Probabilmente no.” Concorda.

Allora perché disturbarsi a chiedere? Non siamo due persone ordinarie, tu e io, è il mistero che ci rende speciali.”

Sherlock lo guarda, analizzando con cura la sua figura. Un completo su misura di Westwood color fumo di Londra, gambe accavallate, cravatta in tinta, camicia bianca, barba di due giorni. Non è affatto cambiato da com'era due anni prima, se non per i capelli, ora leggermente più lunghi, ma pettinati allo stesso modo. Ed è anche più magro di allora, avrà perso non più di un paio di chili, ma si nota comunque dalla linea sottile del collo e dall'aderenza della giacca contro il torace.

E' imbarazzante in un modo del tutto piacevole, essere lì.

Allora Londra...” Sherlock si decide a parlare. “Sei qui in visita o per restare?”

Moriarty finisce quel che resta del suo drink in un unico sorso.

Sher, hai passato due anni a smantellare il mio impero... Mi sembra ovvio che nel frattempo io abbia provveduto a crearmene uno nuovo.”

Quindi te ne vai?”

Il dovere chiama.”

Sherlock lo guarda fisso negli occhi neri, senza neanche sbattere le palpebre.

E' sorprendentemente faticoso, sai, gestire un impero.” Moriarty si alza e gli volta le spalle, avvicinandosi ad una imponente cassettiera. “A tal proposito, Sherly, vuoi altra droga? Ho tutto quello che vuoi. Altra coca, acidi, ero, anche la Krokodil se ti sei dato alle sevizie della carne. Il che sarebbe un peccato, tesoro, hai una pelle così bella.”

Sherlock resta in silenzio. Jim armeggia con il contenuto del primo cassetto.

Ecco. Oppure ho della Special K e dell'MDMA, le mie preferite.”

Non andartene.” sussurra.

Cosa?”

Sherlock sa benissimo che l'ha sentito perfettamente. Moriarty vuole solo infliggergli l'umiliazione di doverlo ripetere. “Non andare via.” Lo accontenta.

Sherlock, Sherlock! Così interessante! Sei l'unico essere umano che riesca sempre a stupirmi.” Lo guarda compiaciuto ora, appoggiato alla cassettiera, in attesa della sua prossima mossa.
Dio, avrebbe proprio bisogno di un po' di quella roba, ora. “Allora prometti che non te ne andrai.” Si pente di non averla accettata. “Saprò ripagarti.”

Heaven knows if you promise not to go

Moriarty ghigna, sollevando le spalle. “Non c'è niente che mi manchi, e niente che io voglia che non abbia già.” Si lecca le labbra. “Sono il re.”

Ne sei proprio sicuro? Perché saresti qui, altrimenti?”

I will pay you back in kind

Questa te la concedo.” sbruffa. “Allora dimmi, mon Sherì, come avresti intenzione di ripagarmi?”

Sherlock sente salire le lacrime agli occhi, e farebbe di tutto per impedire che succeda, se li caverebbe fuori dalle orbite se necessario, ma riesce solo a stringere il bicchiere tra le mani, e a maledire mentalmente l'effetto della cocaina che sta svanendo tutto d'un colpo, lasciandolo senza energie, senza difese e senza la faccia tosta di fingere di essere in grado di tenere insieme i pezzi.

Le parole abbandonano la sua bocca insieme ai singhiozzi meccanicamente, contro la sua volontà, senza filtro.

John ha lasciato Baker Street e si è sposato oggi e la donna è incinta e tutti ballano, tutti sono felici nella loro nauseante semplicità, tutti sorridono, piccole formiche, con la loro rivoltante ipocrisia, ho fatto anche un fottuto discorso sul senso della fottuta vita, inutili insetti, non tornerà più, so che non lo farà, e li schiaccerei tutti sotto la mia scarpa e non ho più niente... Non ho più nessuno...”

I don't want to be alone

Le lacrime gli stanno bagnando il cappotto e questo lo repelle. E' disgustato da se stesso, sfrega le mani tremanti contro il viso, in un inutile tentativo di cancellare via la propria umanità.

Non si è accorto che Moriarty gli si è inginocchiato davanti, e che lo guarda dritto in faccia, a poche spanne di distanza.

Sherlock.” Non c'è scherno nella sua voce, e questo lo sorprende. “Sherlock ascoltami. Guardami.” Sherlock ubbidisce. I suoi occhi neri sono enormi e confusi, non abituati all'empatia, ma assolutamente risoluti. Moriarty allunga le mani e lo afferra saldamente ai lati del viso.

E' una terra incognita per entrambi, quel contatto.

I'm alive, so alive

Finché tu sarai vivo, e io sarò vivo, non sarai solo. Tu sei me. Io sono te.”

Cazzate!”

Lo schiaffo che lo colpisce in pieno viso lo lascia stordito. Non l'aveva previsto. Rimane a bocca aperta, sono troppe le cose che non riesce a prevedere, ultimamente.

Feels like a slap across the face
Now there's a hand print on your cheek

Moriarty continua a fissarlo come se non fosse stata la sua mano, ad averlo colpito.

Me l'hai proposto tu, su quel tetto. E poi ci siamo finti morti per due fottuti anni. Non credi sia ora di accettare che questa è l'unica soluzione per due persone come noi?”

Sherlock non sa cosa dire. Non è una circostanza comune, per uno come lui. E' sempre stato così dannatamente bravo con le parole, abile, svelto, le ha sempre sapute plasmare e manipolare come creta, lasciando sempre tutti di stucco e ha sempre, o quasi, raggiunto i suoi scopi grazie a loro.

Ma questa volta, è come se la comunicazione tra il cervello e la bocca si fosse interrotta, e non ci arriva proprio nessuna parola e Sherlock non sa che farsene di quella stupida bocca, e allora fa l'unica cosa che si può fare senza usare parole, si sporge in avanti e la poggia su quella di Moriarty, che lo guarda allucinato ma non si muove, e restano così, fermi, incapaci di mettere a fuoco l'espressione dell'altro perché troppo vicini.

E' Sherlock a interrompere quel contatto, tornando a sedersi composto sulla poltrona.

Moriarty continua a fissarlo come se non fossero state le proprie labbra, ad essere premute contro le sue.

Is it a reconcilliation or just a way of killing time?

E' un si?” domanda alla fine.

E' un lo prenderò in considerazione... Suppongo.”

Questa volta è Moriarty a protendersi in avanti, e le sue labbra sono socchiuse quando incontrano quelle dell'altro.

Trova sappiano di vodka, lacrime e disidratazione da uso di sostanze, che non è affatto un cattivo sapore.

Le succhia, le morde, le accarezza con la lingua, e coglie subito che quella è la prima volta per chi ha difronte, è lampante. Ne è compiaciuto.

Quando Moriarty si allontana, Sherlock si ritrova a pensare che quella è senz'altro la cosa più piacevole che si potesse fare con la bocca senza usare le parole. Parlare è davvero sopravvalutato.

Moriarty si alza e gli posa una mano sulla spalla. “Andiamo.”

Posso... Restare qui?” Sherlock indica il divano, “Stanotte.”

Moriarty fa un sorriso sghembo, roteando gli occhi. “Non essere stupido, Sherlock Holmes. Vieni.”

Jim lo guida fino ad una principesca camera da letto ovale. Poi indica un ampio armadio intarsiato. “Mettiti qualcosa di comodo. E poi vai a dormire.”

Sherlock rimane in piedi in mezzo alla stanza, guardandolo sparire oltre la porta dorata del bagno.

Domattina abbiamo molte cose da fare. Pianificare qualche omicidio, un paio di attentati... E, ah, ti farò vedere la mia corona.”